i diritti della partoriente

Nella giornata mondiale delle Ostetriche, il 5 Maggio 2016, ci piace ricordare in un post quali sono i diritti della partoriente di cui in questo periodo si parla tanto.

La nascita di un figlio è sempre un momento molto atteso e la maggior parte dei genitori aspetta questo evento con una certa ansia, mitigata però dalle tecnologie moderne che permettono oggi di monitorare in modo costante lo sviluppo del feto e quindi sapere in anticipo, e in alcuni casi anche intervenire, se vi sono delle anomalie nella sua formazione.

Nonostante  l’uso e il ricorso frequente alle nuove tecniche non sono mancati casi di neonati venuti alla luce con gravi problemi non diagnosticati, nonostante la gestante abbia eseguito tutti i controlli. In questo caso si parla di malasanità da parto per mancata diagnosi di malformazioni fetali.
Questa casistica però non esaurisce la fattispecie riportabile alla malasanità da parto perché in altri casi si sono verificati errori medici durante il parto e questo ha creato problemi sia al feto sia alla partoriente. In tutti questi casi per ottenere tutela durante il parto in ospedale .

Già nel 2014, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) denunciava come, in tutto il mondo, molte donne siano vittime di trattamenti “irrispettosi, negligenti o abusanti”

A questo proposito riportiamo il link della carta dei diritti della partoriente http://www.associazioneitalianaostetricia.it/documenti/Cartadeidirittidellapartoriente.pdf

Ma si può parlare di risarcimento del danno per malasanità?

Per quanto riguarda la malasanità da parto con errore medico durante il parto, i casi più frequenti riguardano il ritardo nell’esecuzione di un cesareo, ma anche manovre inopportune durante il parto, ad esempio con rottura della clavicola del neonato, ipossia (mancata ossigenazione) del feto, errate manovre di rianimazione, danni dovuti all’uso di forcipe o ventosa. Non sono mancati casi di risarcimento in caso di perdita del feto, aborto spontaneo, in seguito a villocentesi e amniocentesi, ciò anche se la pericolosità di tali esami è notoria.
Il risarcimento per malasanità da parto è dovuto non solo nel caso in cui l’errore abbia riguardato direttamente il feto, ma anche nel caso in cui lo stesso abbia riguardato la madre. Sono da ricomprendere nella casistica i danni dovuti ad un’errata terapia per la fertilità, mancata diagnosi di un tumore ai genitali della madre, prescrizioni di terapie senza i dovuti controlli errori che portano all’asportazione dell’utero e quindi perdita di possibilità di nuove gravidanze.

Si può parlare di risarcimento danno per malasanità da parto quando vi è la presenza di colpa o dolo. A ciò deve essere aggiunta la valutazione del danno in base alla gravità del problema causato. È bene sottolineare che se il fatto è stato commesso con dolo o colpa grave, oltre a far nascere il diritto al risarcimento del danno, porta anche ad un reato  ex art. 589 e 590 del codice penale.
Nella maggior parte dei casi per il medico si tratta di responsabilità contrattuale, ma non può essere ignorata la sentenza del tribunale di Milano che, interpretando la legge Balduzzi del 2012, stabilisce che se il paziente si è rivolto ad una struttura è in capo a questa che vi è responsabilità contrattuale, con prescrizione in 10 anni e onere di provare l’assenza della colpa o del dolo ricadente sulla struttura. Il medico, o l’equipe, che, invece, ha materialmente commesso il fatto in questo caso risponde di errore extracontrattuale con prescrizione in 5 anni ed onere di provare l’errore e la colpa/dolo ricadente sulla parte ricorrente.

 

Quali errori da evitare nella creazione dei siti web per lo studio legale

Secondo Hank Brigman di TouchPoint Metrics, gli studi legali dovrebbero evitare di inserire contenuti troppo generici e descrizioni troppo ampie dell’attività di cui si occupa lo studio e puntare l’attenzione, invece, con maggiore precisione su quali problemi legali può risolvere lo studio. In particolare secondo Brigman, sono gli articoli online specialistici a generare interesse da parte dei potenziali clienti.

Larry Bodine del Law Marketing Portal analizza quali sono gli errori che commettono online gli studi legali e in particolare di  inserire troppe informazioni poco utili quali:

  • il messaggio di “benvenuto” che descrive “quanto sia importante lo studio”, senza però veramente  dire qualcosa che faccia differenziare lo studio rispetto ai concorrenti;
  • la storia dello studio: vari studi legali sono stati fondati allo stesso modo e le storie si assomigliano molto. Questo non aiuta a differenziare lo studio e spesso non interessa ai potenziali clienti.

Anche dal punto di vista del design, Peter Boyd di Paper Street Web Design sottolinea che gli studi legali commettono anche errori di design quando progettano un sito web:

  • inserire grafici al posto dei testi, non aiuta i motori di ricerca a trovare le parole chiave;
  • non considerare eventuali restrizioni tecniche: il sito web deve essere adatto a tutte le piattaforme e compatibile con i diversi browser;
  • usare introduzioni in “flash” ormai risulta obsoleto
  • pop ups” sono elementi poco apprezzati ai visitatori del sito.

Inoltre bisognerà tenere aggiornato il sito web, ad esempio una sezione “seminari  e eventi” devono essere automaticamente spostati  dall’area che riporta le notizie più recenti all’archivio, subito dopo la data dell’evento.

 

L’importanza del networking ai tempi del web

Fare “networking” è una delle attività principali del marketing, che va sviluppata dall’avvocato e non si esaurisce nel parlare con altri, anche se fondamentali fonti di referenze per le proprie attività, o nel distribuire biglietti da visita.

Le relazioni sono l’elemento chiave di ogni attività, chi può contare su numerose relazioni ha un vantaggio competitivo sui colleghi.  V.  Barocco ci ricorda che “più un avvocato impara a sviluppare ed alimentare le relazioni, più avrà successo”.

Il networking è la ricerca interattiva di nuovi contatti e lo sviluppo di relazioni che portano valore attraverso le varie attività interpersonali. Non avviene solo attraverso gli incontri, ma anche attraverso Internet e la rete.

Oggi le occasioni per fare networking con gli strumenti che il web mette a disposizione si sono moltiplicate. Anche se il networking off line rimane l’attività principale, un professionista non  può rinunciare alle occasioni che offre la rete. Portali online e social network professionali come Linkedin permettono al professionista di raggiungere un vasto target di utenti (aziende, privati, colleghi) indispensabili per sviluppare le relazioni.

 

Come si racconta uno studio legale attraverso i media tradizionali?

I rapporti con la stampa (o media relations) sono alla base di qualsiasi struttura che abbia l’intento di comunicare all’esterno, essi offrono infatti visibilità e credibilità, sono il mezzo migliore per informare il proprio target di riferimento, senza dare però l’impressione di forzare quest’informazione.

Uno degli strumenti che dovrebbe utilizzare uno studio legale è la rassegna stampa, che comprende tutti gli articoli in cui lo studio o i professionisti di uno studio vengono citati o intervistati dai giornalisti in un periodo di tempo definito. Inoltre è uno strumento utile per verificare il raggiungimento degli obiettivi di comunicazione dello studio e la percezione che di esso si ha nel mercato rispetto ai concorrenti. Grazie alla “voce dei giornalisti”, sentiamo parlare del nostro studio professionale, ci facciamo così un’idea di quello che pensano su di noi.

Le principali testate su cui i giornalisti scrivono sono infatti una delle principali fonti di informazione per la creazione di opinioni, idee e atteggiamenti verso un particolare professionista o sulla sua attività di studio. Spesso il modo in cui parla la stampa influenza l’idea che i lettori hanno di esso, bisogna però che lo studio gestisca con appropriate attività di comunicazione tutte le relazioni che riguardano i media, perché i risultati saranno la risposta degli obiettivi di posizionamento che si desidera.

Alcuni studi propongono la rassegna stampa in una apposita sezione del loro sito web, evidenziandone gli articoli pubblicati, la data e la testata.

Le testate giornalistiche della stampa online permette una diffusione virale delle notizie e a volte creano l’interesse della condivisione in base alla notizia che viene pubblicata.

 

Disservizi del trasporto aereo: negato imbarco al cane

Il settore del trasporto aereo ha conosciuto una rapida espansione ed evoluzione negli ultimi quindici anni, da quando l’ingresso delle compagnie cosiddette low cost ha da un lato aperto il mercato aereo a fasce di popolazione che prima ne erano escluse per i costi elevati, dall’altro stimolato la concorrenza anche fra le compagnie di bandiera (full service carriers). I vettori low cost detengono ormai una fetta più che consistente dei voli “leisure” in ambito intra-UE (nel mercato business le compagnie tradizionali tengono ancora bene) ed hanno in parte eroso il bacino di utenza dei voli charter, che tuttavia rimangono i soli voli economici di lungo raggio. Ne hanno chiaramente beneficiato sia i turisti che le imprese, che hanno avuto accesso a viaggi di media e lunga percorrenza, con un costo nettamente inferiore allo spostamento in automobile e talora anche a quello in treno.

Il rovescio della medaglia è che l’incremento del traffico ha messo a dura prova sia le infrastrutture aeroportuali che la gestione dei servizi, con un aumento esponenziale dei ritardi, delle cancellazioni, dei bagagli smarriti. L’importanza del settore, dal cui buon funzionamento dipendono in parte la concreta integrazione del mercato interno europeo e la reale attuazione del diritto alla libera circolazione dei cittadini in ambito UE, ha spinto la Commissione Europea a monitorare con attenzione il trasporto aereo ed emanare specifici provvedimenti normativi, tesi a garantire sia l’efficienza e sicurezza dello stesso, che il rispetto dei diritti dei passeggeri.

Il trasporto di animali domestici ad esempio, come bagaglio registrato o di cabina, è consentito a determinate condizioni ed è sempre soggetto a preventiva prenotazione. L’animale domestico è inoltre considerato al di fuori della normale franchigia bagaglio ed è perciò soggetto al pagamento del supplemento di eccedenza, a peso o a pezzo a seconda dell’itinerario.

Una sentenza per certi versi “storica” è stata emessa in questi giorni dal Tribunale di Marsala che ha condannato la compagnia aerea Alitalia al risarcimento del danno nei confronti del proprietario del cane. Non ha voluto imbarcare il cane nonostante un regolare biglietto, per questo Alitalia dovrà risarcire i danni. A deciderlo il Tribunale civile di Marsala secondo il quale, nel comportamento della compagnia aerea, «è possibile configurare il dolo incidente», nonché «la mancanza della buona fede e il preordinato disegno di non voler informare la clientela dei diritti ad essa spettanti». Il fatto è accaduto il 23 dicembre 2012 all’aeroporto di Milano Malpensa.

Di seguito riportiamo i link delle notizie:

http://www.milanotoday.it/cronaca/cane-non-puo-volare-alitalia-condannata.html

http://trapani.gds.it/2016/02/10/niente-cane-sull-aereo-alitalia-condannata_472969/

http://www.quotidiano.net/animali/animali-cane-aereo-1.1722029

http://milano.repubblica.it/cronaca/2016/02/09/news/alitalia_cane_a_milano-133075592/

http://ilmattinodisicilia.it/16742-alitalia-condannata-dal-tribunale-di-marsala-non-ha-fatto-imbarcare-un-cane/

http://www.lastampa.it/2016/02/10/societa/lazampa/cane-cani/alitalia-condannata-per-negato-imbarco-di-un-cane-a-milano-mfP3kVAQ61EUpOA3OD23bP/pagina.html

http://www.ilmiocane.org/alitalia-condannata-per-negato-imbarco-di-un-cane-a-milano/

http://www.travelnostop.com/news/cronaca/negato-imbarco-di-un-cane-alitalia-dovra-risarcire-1580-euro_131327

 

Oggi si festeggia il Safer Internet Day

Oggi si festeggia la giornata mondiale per la sicurezza in rete promossa dalla Commissione Europea. Quest’anno lo slogan è “play your part for a better Internet”, si focalizza infatti su tre temi principali: cyberbullismo, dipendenza dal web e infine sicurezza online. Tutte queste sono le minacce a cui ogni giorno gli internauti sono esposti e bisogna prendere le dovute precauzioni per difendere i più piccoli, come ad esempio la loro protezione d’indennità nel caso dei social network.

Oggi il grado di alfabetizzazione digitale in Italia è molto alto, i giovani di oggi (la cosiddetta Generazione Z) sono circondati dalle nuove tecnologie: iphone, ipad e tutto ciò che li possa far connettere ad internet in modo veloce e immediato.

Secondo l’indagine diffusa in occasione del Safer Internet Day: “Più del 90% dei giovani usa abitualmente le chat, il 60% cede al selfie. I “lati oscuri” sono il sexting, il vamping e il cyberbullismo, ma c’è un’attenzione maggiore alla privacy.

Con il Safer Internet Day in Italia saranno coinvolti ben 100 capoluoghi di Provincia nei quali la Polizia di Stato si recherà nelle scuole con l’obbiettivo di spegare quali sono le strategie di difesa più efficaci contro fenomeni spesso preoccupanti quali il cyber bullismo.

 

Come i clienti scelgono uno studio legale?

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Per orientare strategicamente uno studio legale bisogna capire come i clienti scelgono uno studio legale e come acquistano dei “servizi legali”, ovvero cosa è importante per loro, cosa influisce nella loro decisione e quali sono i fattori che li spingono a restare clienti fidelizzati.

Analizzare la propria clientela per uno studio legale è una prova difficile, ma può aiutare a capire bene e “mappare i clienti”.

Darsi una risposta significa pianificare le attività di marketing, innanzitutto significa conoscere le esigenze del cliente e sapere cosa rappresenta un “valore” per loro.

Come primo step bisogna sempre considerare il servizio da offrire dal punto di vista del cliente e non dal proprio, quindi rendersi consto dell’importanza e della complessità dell’assistenza legale.

Identificare dunque la tipologia del servizio, che il cliente desidera:

  • acquisto di routine (il cliente acquista un servizio che già conosce bene);
  • acquisto modificato (il cliente che ha acquistato in passato un servizio simile ma adesso vuole ulteriori informazioni e servizi aggiornati)
  • nuovo acquisto (necessita di molte informazioni che cerca di raccogliere in tanti modi perché è la prima volta che usufruisce del servizio legale)

Ci sono oggi anche diversi fattori che influenzano sulla scelta del legale, come i fattori culturali, sociali, personali e infine psicologici.

Prima tutto ruotava attorno al passaparola, molti ancora lavorano su quello finchè il cliente non si fidelizzava a tal punto da portare allo studio quasi tutti i familiari e conoscenti. Oggi invece oltre al passaparola, i clienti più “evoluti” vanno a cercare informazioni sul web per saperne di più prima di scegliere un “servizio legale”. L’accesso a tante informazioni oggi è più semplice e veloce, grazie a Google, con pochi click si potranno avere tante informazioni sull’argomento, su una persona, su un settore. Se con il passaparola prima il cliente veniva indirizzato ad un solo professionista, oggi con Google il cliente effettuerà “ricerche per argomento”, “ricerche per categoria professionale” cosi da confrontare e scegliere in autonomia. La mentalità del cliente si sta trasformando oggi verso lo specialista, l’esperto in quella materia, piuttosto che affidarsi al generalista. Un cliente cerca dunque un servizio erogato da un consulente che abbia maggiori garanzie di competenze specifiche.

Tom Peters nel suo libro “in search of Excellence”, le imprese eccellenti sono quelle che riescono a stare vicine ai loro clienti, ad apprendere le loro preferenze e a servirle di conseguenza.

In realtà i fattori che influenzano la scelta del professionista sono:

  • culturali
  • sociali
  • personali
  • psicologici

Inoltre un fattore “trasversale”, ma di estrema importanza ai fini della decisione, è il livello di “urgenza” del servizio richiesto.

Infine però ciò che i clienti cercano principalmente è riconducibile a quattro categorie:

a) non perdere tempo

b) non avere sorprese sgradevoli

c) rispettare i preventivi

d) ottenere i risultati

 

Le tecnologie informatiche per organizzare lo Studio Legale: Il database Clienti

Oggi l’abitudine di compilare una raccolta anagrafica con tutti i dati dei Clienti è praticamente scomparsa, risulta essere una pratica poco diffusa per mancanza di tempo. La conoscenza dei propri clienti è alla base del lavoro di marketing, cosi come la conoscenza del proprio mercato.

Senza una mappatura di quella che viene chiamata una “clientela attiva” non si può svolgere una corretta pianificazione di tutte le attività principali di marketing diretto e “one to one” all’interno dello studio legale. Mappare i Clienti dello studio significa tener conto delle attività che ciascuno richiede allo studio, delle esigenze e della frequenza di utilizzo dei vari servizi. Se uno studio possiede già un software gestionale dello studio, avverrà spontaneamente l’attività di “data entry” al momento dell’apertura della posizione (pratica).

Nel caso in cui uno studio invece non utilizzi un programma gestionale, si tratterà di introdurre una nuova procedura, ad esempio, la compilazione di una “scheda cliente” o una “scheda pratica”. Spesso però risulta difficile cambiare le abitudini negli studi legali monotitolari. Un modo poco traumatico per partire una con la costruzione di un piccolo database clienti è quello di cominciare da un programma, che sicuramente useranno tutti gli avvocati: il client di posta elettronica. Tutti i client consentono l’archiviazione dei biglietti da visita, che in seguito possono essere facilmente esportabili su un foglio elettronico e quindi subito e facilmente riutilizzabili per altre esigenze, come le mailing list, intestazione di corrispondenza, fatture e analisi dei dati e Customer Relationship Management. Questo può essere un primo ma piccolo passo verso la semplificazione dei processi grazie all’attenta pianificazione di tutte le attività dello studio.

Il marketing dello studio legale è diverso dalla pubblicità

Spesso il concetto di marketing viene confuso con le attività di promozione e di pubblicità o con le attività online di marketing o ancora come un nuovo modo da affiancare alle vendite. Tutto queste sono le sfaccettature del marketing, una parola cosi semplice da pronunciare ma con un universo di significati che lo compongono. Tutte queste attività devono “costruire valore” per il cliente del professionista, deve consolidare le relazioni e infine generare fiducia nel campo lavorativo. L’avvocato, nello sviluppare il marketing per le attività dello studio, deve farsi riconoscere, farsi apprezzare e costruire un rapporto di fiducia nei suoi confronti.

Tutte le attività di marketing mirano a migliorare il riconoscimento del nome dell’avvocato e costruire la sua reputazione e mettere in evidenza i suoi punti di forza mentre la pubblicità e le attività di promozione servono per i prodotti. L’avvocato si muove nel campo dei servizi, non dei prodotti.

Il marketing non è dunque solo pubblicità, ma tutto l’insieme di attività volto a soddisfare le esigenze del cliente. Il marketing è un percorso che va affrontato per step e con gli strumenti migliori per una buona comunicazione all’esterno delle attività dello studio.

Come deve essere il sito web del professionista?

Oggi il sito web è diventato uno strumento ideale di comunicazione, adatto anche a chi vende “servizi” come i vari professionisti. Essere su internet diventa oggi indispensabile, anche per gli avvocati. Attraverso il web si può essere visibili, ma soprattutto facilmente raggiungibili e in tempi brevi.

Attraverso il sito web, il professionista, comunica le proprie qualità, il proprio modo di lavorare e la propria reputazione. Lo scopo del sito è comunicare “se stessi”, mettendo in evidenza i punti di forza e comunicandone con efficacia i benefici. Per questo motivo il sito web deve essere costruito e pensato nei minimi particolari. Un sito ben progettato diviene uno strumento indispensabile di comunicazione, ma soprattutto deve attirare l’attenzione, farvi conoscere e piacere, presentarvi come affidabili e infine facilitare il contatto.

I 5 elementi da considerare nella costruzione del sito web dell’avvocato sono:

  1. La scelta della tecnologia più adatta: una tecnologia semplice ma che allo stesso tempo faccia diventare il sito “in evoluzione” che sia in linea con i cambiamenti e con i tempi del web
  2. Alla base ci deve essere una strategia mirata di marketing: un sito deve essere progettato sulla base di alcuni obiettivi strategici chiari e precisi, che guidi il navigatore nel percorso di lettura del sito e che in fretta faccia emergere chiaramente quali sono le attività basilari del professionista. Bisogna spingere il navigatore a chiedere un contatto.
  3. Personal branding: l’importanza di evidenziare l’immagine del professionista attraverso il logo, il colore, il design. Un modo importante per restare nella mente del Cliente ed essere ricordati. La prima impressione è tutto: un’immagine scadente si riflette su come si è identificati. Si fa presto a dimenticare la banalità e la freddezza dei contenuti. Essere facilmente trovati quindi da chi è in cerca di servizi offerti dallo studio legale.
  4. I contenuti devono attrarre i visitatori, per avere successo sul web bisogna raccontarsi e presentarsi bene perché il pubblico del web non sa che esisti! Il sito deve costruire fiducia, rassicurando il navigatore sulla professionalità dello studio legale e sulle capacità dell’avvocato
  5. infine il sito deve informare sui risultati raggiunti e dare valore ai “servizi offerti”, comunicare bene i benefici che si offrono ai propri Clienti.

Un sito web costruito secondo i principi del marketing aiuta a mantenere la qualità dello studio nel tempo.